Una commemorazione “al femminile”

Una commemorazione “al femminile”

Una commemorazione dei caduti in guerra diversa dal solito è stata celebrata, in coincidenza con la giornata internazionale contro il femminicidio, il 25 Novembre u.s., dagli alunni del Masullo-Theti intorno alla tomba del Caporale Antonio Barone, caduto in guerra nel primo conflitto mondiale.

In realtà è ormai da un quinquennio che l’edicola funeraria, in stato di totale abbandono, è stata adottata dall’Istituto con il recupero e il riassetto della struttura e con una celebrazione annuale fortemente sostenuta dalla prof.ssa Fortuna Dubbioso, autrice delle “Lettere del soldato”, riflessioni altamente poetiche, espressione di valori morali da trasmettere alle nuove generazioni, a nome del giovane soldato.

L’evento, coordinato dalla prof.ssa Silvestrini, ha visto protagoniste la nostra Dirigente, prof.ssa Annamaria Silvestro, e quattro classi dell’Istituto: la 2^A inf, la 4^C inf, la 4^A afm, la 3^A afm, accompagnate rispettivamente dai docenti Gaetano Barbato, Elena Silvestrini, Susy Barone, Ersilia Nappi.

Tante le autorità presenti: il sindaco ing. Gaetano Minieri, il Brigadiere Generale Pietro Barbera e il Cappellano militare Don Francesco.

La cerimonia è stata aperta dagli alunni della 4^A afm che in processione hanno depositato dei lumini elettrici davanti all’edicola funeraria del Caporale Maggiore Antonio Barone in segno di rispetto e di memoria imperitura per chi ha sacrificato la propria vita per la patria.

Su indicazione della prof.ssa Susy Barone, l’evento è stato organizzato conciliando la riflessione sulle atrocità della guerra con riferimenti al mondo contemporaneo, in particolare alla questione curda ed alle violenze di cui sono vittime le donne, in tempo di guerra e di pace.

Per questo tutti gli alunni hanno indossato un fiocco rosso simbolo dei numerosi femminicidi ad opera di mariti, compagni, fidanzati, chiusi nel loro egoismo e nella percezione malata di un sentimento (non certo amore) vissuto come possesso.

Per lo stesso motivo la corona di alloro, omaggio per i caduti, uomini o donne che essi siano, è stata portata da due alunne: Noemi Alloro ed Imma Alfieri, della 4^A afm, e deposita sulla tomba del soldato. A seguire, Enza Coppola e Giusy Dell’Anno, sempre della 4^A afm, hanno letto rispettivamente una lirica in ricordo di Asia Ramazan, eroina curda morta a 20 anni per difendere la Siria dall’Isis, e la lettera di una guerrigliera curda inviata alla mamma prima di suicidarsi per evitare di cadere in mano nemica.

Una scelta determinata dalla volontà di riflettere sull’assurdità di tutte le guerre di ieri e di oggi, su tutti coloro che, in nome della patria, hanno rinunciato a sogni e passioni.

In questa direzione gli interventi della nostra Preside, la quale ha sottolineato l’importanza del passato e della sua conoscenza; del Sindaco, ing.  Gaetano Minieri, che si è detto onorato di presenziare tale cerimonia; e del Generale Pietro Barbera che, con molta partecipazione, ha parlato delle vittime della spietata guerra.

Un’unica riflessione ha unito tutti gli interventi: la necessità di educare i giovani alla pace, all’amore e al rispetto attraverso una “rivoluzione pacifica” che può e deve partire dai banchi di scuola.

Mariagrazia Buonaguro, Alessia Caliendo 4^A afm

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Lettera del soldato 2019 Scritta dalla prof.ssa Fortuna Dubbioso

Carissimi,

siete sempre in tanti e puntuali ogni anno presso la mia antica tomba.

Mi commuove la vostra dedizione costante.

Tengo molto a voi e mi preoccupo per la vostra vita.

Sì, vi chiedo subito scusa se il mio pensiero è intriso di sgomento e di angoscia; parte dall’esperienza traumatica della guerra, si evolve, si dipana faticosamente nel tentativo di dare una risposta, forse impossibile, alla domanda circa il bene e il male che incontriamo nell’esistenza umana.

A me è caduto addosso il male del mondo, il male che mi ha rubato l’amore e la pace, mi ha negato la giovinezza e la vita.

Non voglio che capiti a voi!

Sono addolorato: l’essere umano ha fatto tanti progressi, è in rete con il mondo intero, eppure non ancora è maturo per la pace!  

Tante sono le crepe da curare: disuguaglianze sociali, nuove forme di povertà, disastri economici, intolleranza di ogni genere.

Il vostro tempo sfoglia pagine di ingiustizie, di prevaricazioni e di morte:

le vicende dei Curdi ne sono una testimonianza…..…

Carne da macello!

Così fu per noi: trattati come carne da macello!

Incredibile come gli errori umani si ripetano.

La storia quando si muove? È imprigionata in una crisi di senso e tanto chiasso.

Chi muove la storia?

Voi siete l’energia che fa muovere la storia!

A me è stato chiesto di ubbidire ai genitori, rispettare i vecchi, aiutare i poveri, adempiere ai propri doveri verso il prossimo e verso la patria. Ciò è doveroso in ogni tempo, per ogni essere umano!  

A voi si chiede altro: fare la rivoluzione dell’amore!

l’amore è confronto, è sacrificio, è rinuncia, è abnegazione.

E per amore vale sempre la pena di lottare….

quando pare che nonostante gli sforzi tutto resti sempre uguale,

quando restiamo delusi,

quando pensiamo sia meglio lasciar stare,

quando gli adulti non sono testimoni di verità,

proprio quello è il momento in cui dobbiamo lasciarci prendere dalla follia e straripare.

Uscire dagli argini vuol dire dar voce ai propri sogni, essere persone speciali, essere pronti a fare progetti all’insegna della libertà e dell’autenticità.

La vostra forza è quella fetta di cielo che vi portate dentro! È inafferrabile, invisibile ma fa parte della vostra vita!

Non voglio trattenervi oltre. Prima dell’ultimo saluto voglio ringraziare tutte le autorità civili, militari e religiose:

il Sindaco nuovo a questo evento; il Generale che mai come quest’anno ha manifestato la sua volontà di dare più solennità a questo incontro.

Permetta il vostro Dirigente un abbraccio filiale sempre affettuoso: so che tiene molto a me. La mia gratitudine al cappellano militare e al cappellano di questo luogo.

Il mio saluto caro a tutti voi! A scuola temprate le vostre ali per invadere le vie del mondo e lasciare la traccia “dell’intelligenza dell’amore” che fa grande anche il più piccolo degli esseri umani e fa grande la terra.

Non mi stancherò mai di dirvi che da questo posto non dovete andare via tristi.

La tomba non è altro che l’attesa di un giorno nuovo che verrà.

Dal cielo non vi dimenticherò.

Caporale Antonio Barone

Nola 25 novembre 2019