“Non giocarti la vita, gioca a vivere”

“Non giocarti la vita, gioca a vivere”

Mercoledì 15 Maggio 2019 nella Sala Convegni dell’Istituto Masullo – Theti di Nola le classi III Ba, IV Aa, IV Bsia, IV Arim, IV Asia, accompagnate rispettivamente dai docenti Meo R., Barone S., Vasco C., Baldini A., Coppola AM., Franzese G., hanno partecipato ad un incontro sul tema della prevenzione relativa al gioco d’azzardo ed alla ludopatia dal titolo “Non fare della tua vita un gioco” a cura dell’Associazione A.E.C.I., acronimo di Associazione Europea Consumatori Indipendenti. Relatori l'avv. Massimo Vincenti, Presidente AECI Nola, la dott.ssa. Susanna Giannachi, Presidente AECI Lazio e il dott. Ivan Marinelli, Presidente Nazionale AECI. Moderatrice la prof.ssa Susy Barone.

In apertura la D.S., prof.ssa Anna Maria Silvestro, ha ringraziato i presenti in sala, ed ha sottolineato l’importanza di questo incontro, il primo tenuto in Campania, invitandoci a fare tesoro dei messaggi trasmessi.

Poi l’avvocato Vincenti si è soffermato sulle attività di A.E.C.I., spiegando che è un’associazione a tutela e in difesa dei diritti dei consumatori, molto attenta dinanzi alle criticità del vivere civile, come testimoniato dall’attenzione rivolta alla ludopatia, patologia complessa che riguarda tutte le fasce d’età, ma che risulta particolarmente dannosa per i giovani i quali necessitano del ruolo di guida che scuola e famiglia devono avere. Ha poi dichiarato che nella città di Nola, come emerge da dati ufficiali, per il gioco d’azzardo sono stati spesi circa 7 milioni di euro, solo nel primo semestre del 2017, a sottolineare la gravità del problema. Per questo ha evidenziato che bisogna educare i giovani a spendere il loro tempo non a giocare d’azzardo, ma a praticare per esempio sport da cui si possono ricavare molteplici benefici.

La dott.ssa Susanna Giannachi, dal canto suo, ha spiegato che, oltre alla scuola e alla famiglia, anche lo Stato e il Governo devono contribuire a trovare una soluzione a questo grande problema. Purtroppo nel passato i vari governi, con una pericolosa escalation, hanno incentivato il gioco d’azzardo e quindi con il passare degli anni esso è diventato molto più frequente e diffuso dal momento che lo Stato ricava dai vari tipi di gioco ingenti somme di denaro. Per questo motivo gli interventi atti a risolvere il problema risultano pochi, visto che allo Stato verrebbero a mancare importanti guadagni. Ma l’altra faccia della medaglia è che molte persone si indebitano, perché diventano dipendenti e cospicue sono poi le somme di denaro a carico del Servizio Sanitario Nazionale che vengono spese per le cure.

Ha preso poi la parola il presidente Ivan Marinelli il quale ha fatto vedere i dati di varie città, per far notare quanti soldi le persone spendono nel gioco, e, attraverso delle slide, ha illustrato i dati che riguardano le probabilità di vincere con i vari tipi di giochi, evidenziando che esse sono estremamente basse se non quasi nulle; infatti dai dati si evince che le probabilità di vincita sono una su 620 milioni circa. Generalmente però le persone giocano perché sono abituate a registrare il dato positivo, che sarebbe quello della vittoria, ma c’è anche da considerare quello negativo cioè quanti soldi si spendono per fare i numerosi tentativi. Ha poi evidenziato che la ludopatia usa lo stesso meccanismo mentale della droga, quindi uscirne è difficile e complesso, ne è prova il fatto che tantissime persone si sono seriamente indebitate e si sono rovinate la vita.  Il messaggio espresso dal Presidente Marinelli è che il gioco “è bello” se si ha il controllo su di esso, e quindi, se anche qualche volta si vuole tentare la sorte, bisogna farlo con molta moderazione.

In chiusura ha preso la parola la prof.ssa Susy Barone la quale ha evidenziato che il mondo adulto deve assumersi le proprie responsabilità, perché i ragazzi sono lo specchio degli adulti che spesso assumono atteggiamenti contraddittori. Ha poi sottolineato che ogni persona crede di essere più in gamba rispetto agli altri, crede di poter sempre dominare eventuali dipendenze e di avere la situazione sotto controllo, quando invece le statistiche ci dicono che per la maggioranza delle persone non è così. Pertanto l’unica arma che abbiamo a disposizione è la prevenzione.

D’altro canto se ci domandassimo tutta questa situazione a chi giova, (“cui prodest” dicevano i Latini), potremmo con certezza rispondere che tale meccanismo giova solo allo Stato.

Meditate gente, meditate.

Valentina Manganiello IV A afm

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