Il treno della speranza

Il treno della speranza

Giovedì 21 Novembre 2019 nella Sala conferenze dell’Istituto Masullo-Theti si è svolto l'incontro-dibattito con la scrittrice Viola Ardone, autrice del libro "Il treno dei bambini".

Hanno partecipato all'evento le classi I B bio, I D inf, II D inf, V A bio che sono state guidate nella lettura del testo rispettivamente dalle docenti Peluso A., Tulino M. e Gatta G; presente la Dirigente Scolastica, prof.ssa Annamaria Silvestro, organizzatrice e moderatrice la prof.ssa Susy Barone.

Dopo un breve saluto della Dirigente che si è complimentata con l’autrice per l’immediatezza espressiva del testo e la sua “catturante” storia, l’incontro si è aperto con la visione del video della canzone di Rocco Hunt "Nun se ne va", un testo che ben si associa alla speranza di Amerigo (il protagonista del libro) di avere una nuova vita.

Tante le domande degli alunni, che hanno spaziato dalla progettazione del testo alla sua realizzazione, a tematiche relative al Sud d'Italia, in particolar modo al periodo del secondo dopoguerra quando migliaia di bambini meridionali ebbero la possibilità di trascorrere molti mesi in famiglie del Nord, secondo un’iniziativa del Partito Comunista e dell’UDI (Unione Donne Italiane) che aveva lo scopo di strappare i piccoli "scugnizzi" dalla miseria dei vicoli e dei quartieri di Napoli, offrendo loro vitto e alloggio e soprattutto la possibilità di frequentare la scuola. Un’opportunità che la prof.ssa Barone ha detto ricordarle le molte iniziative fatte in Italia negli anni ‘90, allorché numerose famiglie italiane diedero la propria disponibilità per ospitare bambini e bambine provenienti dall’Est Europa, bisognosi di avere una vita più confortevole e di respirare aria più salutare dopo la catastrofe di Chernobyl.

A tutte le domande la scrittrice ha risposto con passione e partecipazione, coinvolgendo la platea, tanto da portarla a sciogliersi in numerosi applausi.

Centrale nel romanzo l'amore di Antonietta, una madre che lascia partire il proprio figlio Amerigo per potergli offrire la possibilità di "una svolta", anche grazie all’istruzione che, come sottolineato dalla prof.ssa Barone, è l’unica strada percorribile per la crescita umana e personale. Un rapporto fatto di qualche incomprensione e anche di silenzi, un rapporto “non consumato”, come la mela che Amerigo ha portato con sé al Nord in ricordo della propria madre e che non ha mai avuto il coraggio di mangiare.

Ma il libro contiene un messaggio di speranza e di rinascita grazie proprio a quella separazione che vedrà Amerigo divenire un musicista affermato, perché, come nel libro dice Maddalena, “a volte ti ama di più chi ti lascia andare che chi ti trattiene”.   

Tuttavia partire, lasciare la propria casa non è mai facile. Come sottolineato dalla scrittrice, avere la possibilità di scegliere apre nuove opportunità, ma significa anche dover operare un taglio, una rinuncia, poi superata nella parte finale allorché Amerigo recupera le sue radici nell’ultimo saluto alla madre morta.

D'altra parte, sottolinea l’Ardone, gli archetipi della narrazione occidentale, l'Iliade e l'Odissea, sono proprio questo: la storia dell'eroe da giovane e la storia dell'eroe da vecchio: l'allontanamento e il ritorno. Una storia di commovente separazione e di quel dolore al quale non ci si può sottrarre, perché non c'è altro modo per crescere.

Imma Cece V A bio

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