FESTA DELL ‘ALBERO 2019

FESTA DELL ‘ALBERO  2019

La “festa dell’albero” è una delle più antiche cerimonie nate in ambito forestale e rappresenta la celebrazione che meglio dimostra come il culto e il rispetto dell’albero affermino il progresso civile, sociale, ecologico ed economico di un popolo.

Già dall’antichità agli alberi veniva attribuita una grande importanza.

In epoca romana erano tutelati e conservati anche per motivi legati alla religione ed era consuetudine consacrare i boschi al culto della divinità dell’epoca. La più grande festa silvana in epoca romana era la “Festa Lunaria”.

In Italia la prima “festa dell’albero” fu celebrata nel 1898 per iniziativa dello statista Guido Baccelli.

Nel 1951 una circolare del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste stabiliva che la “festa dell’albero” si dovesse svolgere il 21Novembre di ogni anno. La celebrazione si è svolta con regolarità e con rilevanza nazionale fino al 1979, successivamente è stata delegata alle Regioni che hanno provveduto e provvedono tuttora localmente ad organizzare gli eventi celebrativi.

Si ritiene che la “festa dell’albero”, sebbene risalga a più di secolo fa, mantenga inalterata la sua finalità: promuovere la tutela dell’ambiente, ridurre l’inquinamento e valorizzare la funzione delle piante.

La riforestazione è importante, anche in città. Aree verdi e nuovi boschi in ambiente urbano migliorano la qualità dell’aria e dunque della vita perché le piante hanno la capacità di assorbire polveri sottili e inquinanti gassosi. Inoltre aiutano a combattere i cambiamenti climatici, riducendo i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera, ed infine prevengono il dissesto idrogeologico.

Senza gli alberi, “polmoni verdi del pianeta”, non c’è futuro.

Questo è quanto hanno ribadito alla FESTA DELL’ALBERO, celebrata il 25 Novembre u.s., in coincidenza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, gli alunni delle classi II B Bio, II E Inf, II A Bio, II A Liceo Sportivo, II D Inf.  del Masullo Theti, accompagnati rispettivamente dai docenti Iovino P., Franciosa A., Anzisi A. e Chiera G.

Con la collaborazione del circolo di Legambiente, gli alunni hanno messo a dimora diversi tipi di piante: Viburno, Mirto, Tamerice, Ginestra, Corbezzolo, Rosa canina, Rafiolepis, con l’impegno di prendersene cura durante l’intero anno scolastico.

Una bella e gioiosa manifestazione che rappresenta l’ultima fase di un percorso di riflessioni sull’importanza degli alberi quali alleati del clima, durante il quale gli alunni hanno dato spazio alla loro creatività scrivendo racconti e poesie, realizzando cartelloni, disegnando alberelli con lo slogan “piantare un albero = meno CO2 + aria pulita”.

A seguire c’è stato un momento di riflessione intorno alla panchina posizionata in un’aiuola dell’Istituto, per l’occasione adornata di rosso, allo scopo di ricordare le tante donne vittime di femminicidi, ancora oggi troppo numerosi in tutte le Regioni italiane ed in tutte le fasce sociali, a testimoniare la necessità di nuovi modelli comportamentali nei confronti sia delle persone che dell’ambiente.

Classe II B Bio

Foto

‘A   FESTA    ‘E     LL’ARBERE    (rivisitazione de ‘A livella di Totò)

Ogn’anno, il ventuno novembre, c’è l’usanza

di festeggiare gli alberi

Ognuno ll’ adda fa’ chesta crianza;

ognuno adda tenè chistu penziero.

Ogn’anno, puntualmente, in questo giorno,

di questa felice ricorrenza, anch’io

partecipo e faccio questo omaggio.

 

Chist’anno m’è   capitata ‘n’avventura…..

dopo aver partecipato alla gioiosa festa,

mentre me ne turnavo pe’ na viarella ‘e campagna

vuttanno n’uocchio a ccà e a llà

aggio visto n’arbero, àveto,

cu nu fusto duppio e chjno e foglie,

vicino à isso nce ne steva n’ato,

piccerillo, sicco sicco, scurtecato

e senza foglie.

 

Questa è la vita! ‘ncapo a me penzavo.

Chi è tantu bello e chi è tantu brutto.

Mentre fantasticavo stu penziero

s’era già fatto quase miezejuorno,

tutto a nu tratto che sento ‘a luntano?

E dduje alberi parlavene.

 

Penzaje: stu fatto a me me pare strano.

Stongo scetato…dormo, o è fantasia?

Ate che fantasia; l’arbero bello e gruosso cu na voce forte

e ‘ncazzosa diceva al misero alberello:

“Mazzarè! 

Da voi vorrei sapere con quale ardire, avete osato

farvi piantare vicino a me che sono un legno si’ pregiato.

Gli alberi come me vanno rispettati, ma voi perdeste il

senso e la misura;

il vostro fusto andava tagliato e sul fuoco bruciato!

Non posso più sopportare la vostra turpe presenza,

per questo vi chiedo che cerchiate un posto

tra i vostri pari”.

 

“Signor albero, nun è colpa mia, i’ nun v’avesse fatto

chistu tuorto;

l’ommo è stato a fà sta fessaria, i’ che putevo fa

si ero piccerillo?

Si putesse ve farrie cuntento

e proprio mo ,obbj’ …  ‘nd’ a stu mumento

mettesse ‘e radici dinto a n’atu fuosso, luntano ‘a ccà “.

 

“E cosa aspetti, o turpe malcreato,

che mi spuntino le gambe e ti allontani a calci?”

“ ‘A verità, mo me so’ scucciato   e te sentì.

Perciò nun t ‘ allamentà, tanto niente cagnarrà!

 

Ma chi te cride d’essere … nu Ddio?

Ccà dinto, ‘o vvuo’   capì, ca simmo eguale?

Lignamme si tu e lignamme so’ j’”.

 

“Lurido legno, come ti permetti,

paragonarti a me che valgo fior di quattrini,

tanto da far invidia ai giardini dei re e delle regine?”

 

“Tu qua’ re e regine!!

T’ ‘oê vvuo’ mettere ‘ncapo……….’int’a  cervella

che staje malato ancora ‘e fantasia?

 

L’arbere o ssaje che d’è?

È vita, è bellezza, ossigeno e mangià.

Perciò, stamme a ssenti’….nun fa’ ‘o restivo,

suppuortame vicino  che te ‘mporta?

Pe’ l’ommo simme tutte uguali,

si nun capisceno ca nuje cuntammo assaje

pe’ nuje e pe’ loro,

facimmo tutti ‘a stessa fine,

nuje e loro,

tu nun t’hê fatto ancora chistu cunto?

Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo l’uommene,

nuje simmo serie, appartenimmo ‘ a vita”.                    

                                                                                                                       Classe II B bio