La storia dovrebbe essere “maestra di vita”
Oggi, 28 gennaio 2026, presso la nostra scuola si è svolto un incontro con lo scrittore Angelo De Serpis, autore del libro “ Árpád ed Egri”, un lavoro nato da due anni di ricerche sulla storia di due allenatori ebrei ungheresi, Árpád Weisz ed Egri Erbstein, vittime delle persecuzioni durante il nazifascismo.
L’evento si è inserito nell’ambito delle attività organizzate dalla nostra scuola per celebrare la Giornata della Memoria 2026. Sono intervenute le classi V A LS, V D INF e V B LS, coordinate dalle docenti Titti Falco e Annalisa Guadagno. Ha moderato l’evento, la professoressa Susy Barone.
Dopo i saluti della dirigente Elisa De Luca, l’incontro si è aperto con una riflessione sul valore della storia, definita dall’autore come una vera e propria “maestra di vita”, ma che, come ha scritto Antonio Gramsci, “non ha alunni” .
Partendo dalle domande poste dagli alunni, il dibattito si è incentrato su temi legati alla memoria, al ruolo dello sport durante i regimi totalitari, alla Shoah e alle leggi razziali, ma con uno sguardo sul presente e sul ruolo dello sport oggi. Amato De Serpis ha spiegato come in Italia, per molto tempo, si sia cercato di minimizzare le responsabilità storiche del nostro Paese, affermando che “nessun ebreo è morto in Italia”, minimizzando la presenza dei lager italiani e il ruolo avuto dai fascisti nelle deportazioni. A differenza dell’Italia, la Germania ha invece intrapreso un percorso di maggiore assunzione di colpa.
L’autore ha raccontato come l’idea del libro sia nata dalla quasi totale assenza di testimonianze su Weisz ed Erbstein, due allenatori dimenticati dal mondo del calcio, soprattutto in Italia, nonostante avessero raggiunto traguardi importantissimi: Weisz vincendo uno scudetto con l’Inter e portando il Bologna sul tetto del mondo, Erbstein divenendo l’artefice di quel Grande Torino considerato la squadra italiana più forte di tutti i tempi.
Amato De Serpis ha cercato di raccontare la storia della Shoah attraverso le vicende delle persone comuni, entrando nella loro quotidianità per comprendere fino in fondo ciò che hanno vissuto. Uno degli aspetti più drammatici della Shoah, ha sottolineato l’autore, è stata la cancellazione dell’identità delle persone, ridotte a semplici numeri tatuati sul braccio.
Durante l’incontro è intervenuta anche la nostra dirigente che ha invitato gli studenti a riflettere non solo sul passato, ma anche sul presente. In particolare, ha sottolineato l’importanza dell’informazione critica, ricordando che spesso conosciamo solo ciò che i giornali vogliono mostrarci. Non bisogna fermarsi ai titoli, ma verificare le fonti, informarsi su chi scrive e confrontare più versioni della stessa notizia.
Amato De Serpis ha sottolineato, rispondendo alle domande degli alunni, l’importanza di uscire dal “gregge”, affermando che è più facile adeguarsi che assumersi responsabilità e pensare in modo autonomo. Secondo l’autore, una società che non guarda al futuro, che non partecipa alla vita politica e civile, è destinata a morire.
L’incontro si è concluso con un ultimo intervento della nostra dirigente, che ha invitato tutti a essere cittadini attivi, capaci di assumersi le proprie responsabilità, di ammettere gli errori e di partecipare alla vita politica, affinché non siano altri a decidere al posto nostro.
Marco La Manna 5° A LS





